09 | 09 | 2010
Biotopo dei Laghi PDF Print E-mail

 


 

Il Biotopo dei Laghi

 

Alice Superiore  ha la fortuna di essere epicentro di una area naturalistica (300 ettari circa) di interesse europeo (Direttiva Europea   Habitat 92/93).

Prati, laghi, boschi, ruscelli, radure; ampi spazi naturali che uniscono bellezza a rarità scientifica.

L’area, estesa a cavallo della morena destra dell’anfiteatro morenico eporediese  e degradante verso la depressione dei Laghi e della Torbiera, è habitat naturale ideale di alcune specie vegetali sensibili al rischio di scomparsa:

 

Viola palustris

Thelypteris palustris

 Prunus padus

Menyanthes trifoliata

 

e animali

 

Lacerta viridis

Hyla arborea

Rana lessonae

Anodonta Cygnea

 

La morfologia del terreno  , esteso fra i 570 e i 750 metri sul livello del mare, e la sua esposizione permettono la presenza di una varietà ambientale non comune, e quindi l’importante biodiversità per le specie vegetali ed animali presenti.

Addirittura la cozza d’acqua dolce, si presenta, fra i canneti del lago, con una piccola colonia autoctona, ad una altitudine insolita, forse favorita dalla presenza di sorgive d’acqua a relativamente alta temperatura (12 gradi ) anche d’inverno.

Il turista può scegliere il periodo di visita a seconda del mondo che vuole scoprire; se l’inverno protegge il visitatore e gli abitanti  con le nebbioline e il silenzio, la primavera è una esplosione di vita con colori, canti, voli,ecc in un crescendo fino all’estate e poi i colori dell’autunno fanno dell’Area un piccolo Vermont nord-americano come una tavolozza di pittore.

 

 Il “ritmo lento” richiesto dai luoghi favorisce la contemplazione; nel lago grande si specchiano le sentinelle di questo mondo ancora integro e piacevole per il visitatore attento e desideroso di stupirsi. la Belladormiente” e il “Monte Gregorio”

 

Sentieri nascosti nel verde, che costeggiano il Rio delle Secchie all’ombra di ontani neri, querce, frassini, castani e cerri, conducono ai laghi.

Quando si lascia la Torbiera, dove resti neolitici rinvenuti nelle attività di scavo lasciano presagire che un tempo fosse sede di un villaggio palafitticolo, si ammirano grandi massi erratici ricoperti di licheni, si vedono i resti delle antiche “marcite per canapa”, si attraversa un magnifico castagneto che un tempo fiancheggiava la vecchia strada per Ivrea.

Si può costeggiare il lago  per un tratto protetto da canneti, con variopinte libellule che volteggiano sulle acque  mosse dalle cacce dei pesci gatto e delle voraci carpe e trote, nascosti fra   alte felci, all’ombra di ontani neri, olmi , frassini e ciliegi.

Si può guadagnare la sommità del costone morenico fino allo spartiacque verso la pianura; la vista panoramica sul bacino lacustre ad ovest e l’Anfiteatro morenico di Ivrea a Est fa rimanere incantati. Il bosco cambia sempre: ora troviamo enormi agrifogli, roveri, roverelle, betulle e qualche conifera, con sottobosco di erica, pungitopo, felci e mirtilli; raro ;c’è , anche il Prunus  padus, raro esempio di ciliegio dai frutti a grappolo e la dura pianta del corniolo dalle bacche rosse.

Sui bordi del “Lago Piccolo” si può sostare e trovare servizi diversi di posteggio e d’accoglienza; una passerella in legno si protende fin sull’acqua permettendo al visitatore di entrare in contatto fisico con i più nascosti rifugi della popolazione avicola e le variopinte  libellule.

Se siamo stati attenti, nel vagabondare sui diversi  percorsi, accompagnati da nuvole di farfalle a seconda della stagione, abbiamo sicuramente incontrato il ramarro con la sua verde livrea e la rossa gola, visto volare il maestoso airone, le placide anatre  e  sentito la Hyla arborea o le rane comuni con il loro incessante  cra-cra.

Lo svasso e l’astore dal collo bianco da alcuni anni nidificano nel folto dei canneti per proteggere le covate.

Altre possibilità si sviluppano a nord del Paese: sentieri risalgono la morena fino ai 750 metri dove si erge una grande Croce in legno ( Crus di Cjue”) eretta a ricordo della Peste del 1630.  Boschi di castagni secolari  accompagnano fino alle gole di Garavot  sul Chiusella  , in un ambiente suggestivo per cascate, forre, pareti di roccia a strapiombo sulle verdi acque,  spesso solcate da Kajak e canoe o frequentate da bagnanti nei mesi estivi.

Una segnaletica disposta nei punti strategici , evidenzia le caratteristiche più gradevoli e di pregio naturalistico del Biotopo; ma non tutto è segnalato, anche  per proteggere la naturalità dei luoghi e lasciare accattivante il piacere della scoperta e dell’avventura.

La visita di questa piccola oasi naturale, fa nascere nel turista il senso del magico e del fiabesco; ad ogni passo, dietro ogni albero sembra di scorgere il piccolo “ Coniglio Bianco” con tanto di panciotto e catena per l’orologio a cipolla.

In silenzio…senza fretta… possiamo visitare il Paese delle Meraviglie .

 

“ Il lago di Alice potrebbe essere presentato così: Immobile rispecchia i cieli inquieti della Valchiusella, ora improvvisamente tersi, ora attraversati da aliti di freddo e nubi.

Il lago è una scodella di cielo che si rovescia sulla terra , concedendo di se veloci immagini di altrettanto inesprimibili panorami interiori:umori,attese,ansie,trepidazioni,aneliti,speranze, che si disegnano su una superficie immobile, vero e proprio specchio dell’anima e della sua poesia.

Poi i colori improvvisi sembrano esplodere in un cristallo d’acqua incorniciato da innumerevoli verdi di boschi e prati, ed intensamente azzurro tanto quanto sono le accese passioni che possono attraversare una vita.”

 

(  di Alessandra Luciano – Oltre -)